1. SERVIZI E INFRASTRUTTURE LOGISTICHE PER LO SVILUPPO ECONOMICO LOCALE:
UNO SCENARIO DI RIFERIMENTO.

1.3. Implicazioni di un approccio logistico ai problemi dello sviluppo territoriale

Affrontare i problemi della mobilità da una prospettiva logistica comporta alcune conseguenze in termini sia concettuali che operativi. Innanzitutto significa affiancare la tradizionale attenzione ai problemi di “dotazione infrastrutturale” con un’analisi dei processi organizzativi delle attività di produzione e consumo, ricercando modalità che aumentino l’efficienza nella gestione dei flussi fisici sia mediante una maggiore integrazione con quelli informativi, sia con interventi di razionalizzazione delle diverse attività nelle quali si compone la filiera logistica. Lo stesso sviluppo di sistemi di trasporto a maggiore efficienza infrastrutturale e ambientale – in particolare quello ferroviario – è da collocare all’interno di questa prospettiva di riorganizzazione dei processi logistici. Un aspetto importante da considerare è che le attività logistiche stanno evolvendo verso funzioni a valore aggiunto che fino a poco tempo fa erano considerate di semplice supporto ai cicli produttivi. Sempre più la logistica tende infatti ad integrare le tradizionali attività di magazzinaggio e trasporto con altre importanti funzioni produttive. Tra queste vale considerare almeno le seguenti:

Si tratta di un insieme di attività alle quali le imprese manifatturiere e di servizio guardano con crescente interesse, e che sempre più spesso vengono svolte in outsourcing da operatori logistici specializzati che operano a livello internazionale con mezzi, infrastrutture e tecnologie di comunicazione e automazione molto sofisticate.
Gran parte del valore economico creato nelle catene logistiche viene oggi catturato da queste nuove attività piuttosto che nella semplice gestione dei flussi di trasporto e movimentazione. Un calcolo effettuato dal Ministero dei Trasporti mostra che nella movimentazione di 1000 containers il fatturato generato dalla sola funzione di trasporto ammonta a 600 milioni, mentre se a queste si aggiungono le altre attività logistiche il valore cresce a 4600 milioni. Allo stesso tempo l’utile passa da 50 a 370 milioni e l’occupazione da 5 a 42 posti di lavoro.
Perciò, le infrastrutture in grado di generare sviluppo economico e occupazionale sul territorio – e che forniscono alle imprese servizi a valore aggiunto – non sono più quelle dove le merci transitano o vengono momentaneamente stoccate (come i porti, gli interporti o gli aeroporti, nonché gli assi di collegamento) bensì dove le merci vengono organizzate, trattate, arricchite di lavoro, servizi, informazioni: cioè nei retroporti, negli inland terminal, nei distripark, nelle piattaforme logistiche degli operatori più qualificati. Solo laddove le infrastrutture di transito sono affiancate da piattaforme logistiche gestite in modo imprenditoriale si raggiunge una condizione stabile di sviluppo per il territorio, fornendo anche un insieme di servizi di supporto all’economia locale. Ed è anche sviluppando una organizzazione più efficiente e professionale dei servizi logistici che si possono raggiungere migliori standard ambientali connessi a tali attività.
Vi sono allora due immediati risvolti operativi da considerare per un piano di azione su questo settore: il primo è che una più razionale organizzazione logistica della produzione – che aumenti l’efficienza delle attività di movimentazione e ne riduca l’impatto ambientale – non passa solo attraverso una maggiore dotazione infrastrutturale (che, tuttavia, rimane per l’area mantovana una scelta non eludibile) ma anche con lo sviluppo di attività imprenditoriali specializzate e una crescita della capacità di gestione delle informazioni nell’industria e nei servizi; la seconda è che non è possibile affrontare i problemi dell’organizzazione logistica della produzione in termini troppo generali e "aggregati" (come avviene, ad esempio, nell’analisi dei flussi di origine e destinazione) bensì in relazione a specifiche "filiere industriali", ognuna delle quali presenta aspetti peculiari da riconoscere e sui quali intervenire.
E’ quest’ultimo, in particolare, un aspetto importante da considerare per l’economia mantovana, poiché al suo interno sono attive diverse filiere produttive che esprimono problemi logistici non equivalenti, e che richiedono perciò soluzioni mirate. Approfondiremo questo tema, con specifico riferimento a due filiere di particolare rilievo produttivo per l’economia mantovana nel capitolo 3.

 


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